Certificazione Lingua Latina

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Dal 2018 anche presso il nostri Istituto si svolgono le prove della Certificazione della Lingua Latina. 

Questa iniziativa, avviata in forma stabile dalla regione Lombardia dall’anno scolastico 2014/2015, è frutto di un protocollo di intesa tra i competenti Uffici Scolastici Regionali (USR) e la Consulta Universitaria di Studi Latini (CUSL), ente che riunisce i docenti di latino di tutte le università italiane, riconosciuto dal Ministero come unico ente certificatore in Italia.
Da questo accordo si è costituito presso l’USR della Lombardia un tavolo di lavoro il cui punto di forza è l’interazione fra le sue diverse componenti e cioè professori universitari in rappresentanza di vari atenei lombardi e una folta rappresentanza di docenti in servizio presso scuole superiori dislocate in tutta la Regione.
Lo scopo è accertare e certificare le competenze linguistiche di latino sul modello delle certificazioni linguistiche delle lingue straniere, riconoscendo quindi al latino (come recita una sintesi del Piemonte) “…il suo valore di lingua con pari dignità, pur con caratteristiche diverse, rispetto ad altre lingue moderne; la sua importanza sotto il profilo delle conoscenze linguistiche e delle competenze linguistiche culturali; la sua centralità nell’insegnamento all’interno di una scuola i cui assi culturali si sono fortemente spostati”. 
La volontà dunque è quella incentivare lo studio liceale del latino con un’attestazione ufficiale, riconosciuta a livello nazionale (e si auspica in futuro anche internazionale) e di valorizzare anche attraverso un adeguato riscontro esterno gli esiti di apprendimento linguistico raggiunti dagli studenti in questo settore disciplinare.
Le Linee Guida Nazionali della Certificazione Linguistica del Latino e il Sillabo che ne determina funzioni e contenuti, livelli e articolazioni, e le procedure sono stati forniti dalla CUSL e, sulla base del Quadro Europeo della certificazione linguistica (QCER), sono stati definiti tre livelli da certificare: - il livello A, distinto in A1 e A2, che è il livello base della comprensione globale e analitica del testo latino, al quale si ritiene si possa accedere dopo circa 200 ore di studio della lingua, quindi proponibile a studenti del secondo anno del liceo classico e del terzo anno del Liceo Scientifico e delle Scienze Umane;
- il livello B, distinto in B1 e B2, che è il livello avanzato, “di soglia” per l’accesso agli studi universitari, al quale si ritiene si possa giungere dopo circa 300 ore di studio della lingua, quindi proponibile alla fine del secondo biennio di liceo classico e di liceo scientifico, alla fine del quinto anno di Scienze Umane;
- il livello C, distinto in C1 e C2, livello specialistico della padronanza, per ora non definito.

Sulla base del Sillabo che definisce che per competenza linguistica si intende “conoscenza e capacità d’uso degli strumenti formali con cui si possono analizzare e comprendere i testi latini” e specifica che nessuna regola verrà chiesta in modo “astratto”, ma sempre per il tramite di esercizi di riconoscimento o applicazione della stessa”, vengono elaborate prove (diversificate secondo i livelli) che propongono esercizi di comprensione e completamento di parafrasi, analisi grammaticale e lessicale, parafrasi e manipolazione della lingua a partire da un testo d’autore da svolgere senza l’utilizzo del vocabolario (viene fornito un repertorio lessicale), la tradizionale traduzione è richiesta, per ora, solo al livello più alto (B2).
Quindi la certificazione non è un certamen, che ha altre finalità, né una prova volta a verificare conoscenze culturali (se non quelle necessarie per comprendere il testo assegnato), ad esempio come accade nelle Olimpiadi della classicità; inoltre si deve differenziare da prove più strettamente scolastiche perché deve poter essere accessibile a tutti e deve poter essere valutabile con criteri oggettivi.
I docenti che si sono fatti promotori dell’iniziativa nelle loro classi sono concordi nel sottolineare che la certificazione è occasione di riflessione sulla didattica del latino (o delle lingue classiche), gli studenti che si sono cimentati nella prova hanno espresso interessanti osservazioni: dalla curiosità di affrontare una prova di latino che si rifà al modello previsto per le lingue moderne, alla iniziale difficoltà di affrontare esercizi “un po’ diversi dal solito” e soprattutto senza vocabolario, alla scoperta che superato l’ iniziale disorientamento le conoscenza riaffiorano gradatamente, alla disponibilità a mettersi in gioco e affrontare la sfida pur nella consapevolezza di una sua non utilità immediata.


Resta infatti aperta domanda sull’utilità della certificazione: per ora può essere spendibile come credito scolastico per gli studenti giunti al termine del percorso liceale, come presentazione per la frequenza del corso di laurea in lettere (dove potrebbe sostituire test preliminari all’esame lingua latina volti a verificare le competenze linguistiche) e giurisprudenza, ma si auspica che il suo riconoscimento a livello nazione e internazionale (almeno europeo) possa fornire un elemento da aggiungere al proprio curriculum.


Inoltre in un periodo in cui prolificano un po’ dappertutto proposte per imparare o reimparare le lingua classiche, perché togliere la possibilità a chiunque, anche nostalgico degli studi giovanili, la soddisfazione di ottenere una certificazione che attesti a distanza di anni il piacere di aver tenuto desta una passione e il riconoscimento dell’importanza che i classici rivestono ancora?